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AMARO HERBAE, un ritorno all’origine della nostra essenza-Seconda Parte - Sullaluna
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AMARO HERBAE, un ritorno all’origine della nostra essenza-Seconda Parte

 

(Leggi qui la prima parte)

Da dove iniziare? Dal nostro consueto briefing: tutti i componenti del gruppo alla ricerca dell’idea perfetta per ogni lavoro, quel lampo di genio, quella intuizione che ci indica la strada da seguire. Punto di partenza: cosa caratterizza intimamente questo amaro? Qual’ è il suo cuore ed il suo nucleo pulsante, cosa gli conferisce vita e forma? Naturalmente la risposta stava nelle gole, una forza della natura, una vera e propria madre natura. L’illuminazione finale ci è arrivata osservando questa foto.

 

COSA VI RICORDA O A COSA VI ASSOMIGLIA? Spesso una stessa immagine dà luogo alle interpretazioni più disparate e differenti; a noi, ha fatto pensare alla silhouette di una donna, alla sua schiena.

 

Si è pensato a questa Madre Natura come se fosse un’entità, si è pensato di descriverla attraverso le parti del suo corpo. Dopo la schiena, le mani, il collo, la sua pelle, una pelle che racconta una storia incredibile, la storia di un fuoco che non distrugge del tutto, di un’acqua che costantemente porta e rinnova la vita.

La roccia, la terra, ci hanno fatto pensare a qualcosa di scuro. Questa forza della natura primordiale e scura, nera come la terra, la nostra madre natura, l’origine delle gole ma anche dell’amaro.

Un ritorno alle origini, un connubio tra territorio ed amaro rappresentato da un parallelismo e da un costante richiamo tra la conformazione delle gole ed il processo di nascita dell’amaro.

Ora si trattava di definire questo connubio, questo parallelismo, questo gioco di continui richiami tra la nostra protagonista ed il territorio: la sua schiena richiama il tracciato ed il letto del fiume, la sua pelle ed il suo epidermide sono il basalto lavico delle rocce, i suoi occhi verdi riflettono le erbe e l’essenza dell’amaro. Un parallelismo che ci conduce attraverso una risalita dalle gole/corpo fino all’origine, all’essenza del luogo ma anche dell’amaro.

Dopo le prime riprese alle gole ci siamo accorti che questo connubio, questo parallelismo era troppo forte per restare qualcosa di separato che si congiungeva soltanto nel momento finale. È un legame viscerale quello che unisce gole, terra, roccia, testimonial ed amaro. Forse nulla avviene per caso e, guardando insieme e contemporaneamente le foto del paesaggio delle gole e quelle della testimonial, ecco il tocco finale: una fusione tra il corpo ed il luogo attraverso la tecnica della doppia esposizione.

È una natura che si porta sulla pelle e che prende la forma del suo corpo, l’essenza dell’amaro è l’essenza del luogo stesso. Un’essenza che si coglie ogni volta che lo si gusta e che abbiamo voluto trasmettere in questo video, dato che la formula e la giusta combinazione delle erbe non è dato conoscerla. Ma si tratta di quell’alone di mistero, quel velo che da un lato mostra il carattere di questo amaro, dall’altro lo nasconde ed attira inevitabilmente verso sé. Questo spot è il risultato di uno studio, di un viaggio intenso, di una esperienza molto forte e di una nuova scoperta. Eccovi il risultato finale: nella speranza che un brivido, un’emozione vi percorra la schiena nello stesso modo in cui la schiena della nostra testimonial è stata attraversata da una goccia d’acqua. Allora saremo riusciti nel nostro intento!

 

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